
Il mese di febbraio 2026 segna una tappa importante per il Gruppo Abele di Verbania: l’immobile di Via Simonetta, dopo il lungo percorso di ristrutturazione, ha iniziato ufficialmente la sua funzione di Housing Sociale, accogliendo i primi beneficiari.
Oltre l’emergenza: la sfida dell’abitare
Le prime storie che entrano in Via Simonetta raccontano una realtà complessa. Attualmente ospitiamo quattro giovani (e un quinto è in arrivo) provenienti da Mali, Burkina Faso, Sierra Leone e Costa d’Avorio. Sono persone presenti in Italia da diversi anni, perfettamente in regola con i documenti e con una buona padronanza della lingua italiana.
Il dato che deve far riflettere è la loro condizione di partenza: nonostante abbiano tutti un lavoro stabile e un buono stipendio, si sono scontrati con l’impossibilità di trovare un’abitazione nel mercato privato. È il cosiddetto “bisogno abitativo invisibile”: lavoratori autonomi e integrati che rimangono senza casa a causa di un mercato immobiliare sempre più inaccessibile e, purtroppo, di pregiudizi.
Un ponte verso l’indipendenza
Gli ospiti sono arrivati a noi grazie alla rete del privato sociale del territorio, che ha segnalato le loro storie ai nostri operatori dell’area migrazioni.
Il percorso attivato in Via Simonetta non è una semplice ospitalità, ma un progetto di accompagnamento verso la stabilità definitiva. L’obiettivo è offrire alle persone un tempo e uno spazio protetto per consolidare le proprie risorse e arrivare, in breve tempo, a una totale indipendenza abitativa e sociale.
Via Simonetta non è solo un edificio: è un laboratorio di cittadinanza dove il lavoro e l’integrazione trovano finalmente un tetto.
Questo progetto rappresenta un’opportunità concreta verso l’autonomia anche per le persone fragili in carico ai servizi sanitari ASL (SerD e area psichiatria) e ai Servizi sociali territoriali, con cui si sta lavorando per costruire, nel breve tempo, nuove possibilità.




