
Il mese di febbraio 2026 ha segnato una tappa importante per il Gruppo Abele di Verbania: l’immobile di Via Simonetta, dopo il lungo percorso di ristrutturazione, ha iniziato ufficialmente la sua funzione di Housing Sociale, accogliendo i primi beneficiari.
Attualmente la struttura ospita 7 persone:
6 persone con storia di migrazione (3 donne e 3 uomini);
1 persona con fragilità psichico-emotiva, in carico ai servizi specialistici dell’ASL VCO.
Il bisogno abitativo invisibile
Le storie di migrazione che sono entrate in Via Simonetta raccontano una realtà complessa. I sei giovani che ospitiamo, provenienti da Sierra Leone, Mali, Burkina Faso, Costa d’Avorio e Camerun, vivono in Italia da diversi anni, sono perfettamente in regola con i documenti e hanno una buona padronanza della lingua italiana.
Il dato che deve far riflettere è la loro condizione di partenza: nonostante abbiano tutti un lavoro stabile e un buono stipendio, si sono scontrati con l’impossibilità di trovare un’abitazione nel mercato privato.
Si tratta del cosiddetto “bisogno abitativo invisibile“: lavoratori autonomi e integrati che rimangono senza casa a causa di un mercato immobiliare sempre più inaccessibile e, purtroppo, di pregiudizi.
Un percorso verso l’indipendenza e l’integrazione
I beneficiari sono stati intercettati grazie alla rete del privato sociale del territorio, che ha segnalato le loro storie agli operatori dell’area migrazioni del Gruppo Abele.
Il percorso attivato in Via Simonetta non è una semplice ospitalità, ma un progetto integrato di accompagnamento verso la stabilità definitiva. L’obiettivo è offrire alle persone un tempo e uno spazio protetto per consolidare le proprie risorse e arrivare, in breve tempo, a una totale indipendenza abitativa e sociale.
Via Simonetta non è solo un edificio: è un laboratorio di cittadinanza dove il lavoro e l’integrazione trovano finalmente un tetto.
Sostegno alle fragilità del territorio
Il progetto rappresenta un’opportunità concreta verso l’autonomia anche per le persone fragili in carico ai servizi sanitari ASL (SerD e area psichiatria) e ai Servizi Sociali territoriali, con cui si sta lavorando per costruire, nel breve tempo, nuove possibilità. È proprio da questo canale che proviene il settimo inserimento attualmente in corso, a testimonianza di un lavoro di rete costante orientato a costruire nuove possibilità di inclusione.




